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Dopo l'intervento è il momento di affrontare le terapie necessarie; la decisione in merito spetta agli specialisti, che la prenderanno dopo aver esaminato i risultati dell’esame dei tessuti coinvolti dal tumore.

Sulla base della nostra esperienza ti possiamo dire che la comunicazione con i medici specialisti è della più grande importanza. Il rapporto con loro deve essere franco e aperto. Non restare con dei dubbi, hai il diritto di chiedere. E’ importantissimo che tu possa avere direttamente tutte le informazioni necessarie per gestire in prima persona anche le terapie che affronterai.

 

Iniziano le terapie:  è un viaggio che non devi affrontare da sola. Le paure, i dubbi, le angosce sono tante, non tenerle dentro di te, ma parlane con chi ti sta vicino, se vuoi anche Serena è pronta ad ascoltarti e a farti compagnia in questo cammino.

 

-     Se hai bisogno di essere accompagnata durante le terapie, qualcuna di noi può venire con te.

-      Se desideri delle informazioni più dettagliate sulla terapie e i suoi effetti, quelle di noi che hanno fatto la tua stessa esperienza,  sapranno rispondere alle tue domande.

-    Vuoi semplicemente parlare? Troverai sempre qualcuna di noi disponibile ad ascoltarti.

-    Ricordati che, per quanto spiacevoli, le terapie sono necessarie per la tua vita futura .

-    Non dimenticare che i nuovi farmaci chemioterapici  hanno degli effetti collaterali più leggeri che in passato e che esistono terapie per ridurre la loro intensità.

 

E’ importante da ricordare  che ognuna di noi reagisce in maniera diversa  alle terapie alle quali viene sottoposta, non devi dunque meravigliarti se gli effetti collaterali che accusi tu, sono talvolta diversi, più o meno intensi, rispetto ad altre donne che stanno facendo le stesse cure.

Ti potrà capitare di sentirti più stanca, di non avere voglia di fare tutto quello che facevi prima e con gli stessi ritmi, non meravigliarti, prenditi tutto il tempo di cui hai bisogno,  il tuo corpo e la tua mente stanno affrontando un grosso impegno, quando le terapie finiranno, ritroverai le forze e le energie di un tempo.

Paragona questo periodo della tua vita ad una gara di fondo, non basata sullo scatto e la velocità, bensì sulla resistenza, dove la cosa principale è conservare le energie.

 

Ricordati che la chemioterapia serve alla tua vita,

 ma non è la tua vita!

 

Le varie possibilità terapeutiche sono:

 

- RADIOTERAPIA

 

- CHEMIOTERAPIA

 

- ORMONOTERAPIA

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Radioterapia

 

Essa consiste nell’irradiamento della mammella operata con raggi X. Lo scopo è quello di sterilizzare la zona dell’intervento da eventuali cellule tumorali residue. Viene sempre effettuata in associazione all’intervento chirurgico parziale,  cioè alla quadrantectomia e viene eseguita dopo circa un mese dall’operazione.

Si tratta di applicazioni ambulatoriali della durata di pochi minuti, da eseguire per 5 giorni consecutivi a settimana,  per un periodo di circa sei settimane.

La radioterapia non provoca dolore, ma talvolta soltanto un lieve arrossamento della pelle, come dopo una prolungata esposizione ai raggi solari. Per evitare che ciò accada è consigliabile  cospargere abbondantemente la zona trattata con del talco per bambini, come la polvere di Fissan o simili, continuando anche dopo la fine del trattamento. Durante la terapia é consigliabile lavare la parte irradiata soltanto con acqua tiepida, senza usare saponi ed asciugare molto delicatamente senza strofinare.

E’ buona norma evitare l’uso di deodoranti, lozioni, profumi, talco profumato, per non provocare irritazioni della pelle. La zona irradiata deve essere protetta dai raggi solari almeno per 1 anno dalla fine del trattamento, usando indumenti naturali, come la seta ed il cotone, evitare assolutamente il contatto diretto con la lana.

Anche dopo questo periodo, la pelle rimane sempre particolarmente delicata ed occorre proteggerla con creme solari ad elevato fattore protettivo, oltre ad usare cappello e camicie a manica lunga. Anche le spalline del reggiseno possono risultare irritanti, se ciò accade è preferibile evitare di indossarlo e sostituirlo con una maglietta intima. Il bagno nella vasca può essere fatto dopo un mese dalla fine del trattamento radiante.

 

 

 

Chemioterapia

 

       Si tratta di una terapia farmacologica, costituita dall’associazione di vari farmaci, somministrati per via endovenosa a cicli periodici di 28 giorni per una durata di circa sei mesi.

       La chemioterapia comporta una serie di effetti collaterali che non sono costanti, di intensità variabile da donna a donna e sempre transitori.

       Tali effetti consistono in: nausea e vomito, malessere generale, riduzione dell’appetito, infiammazioni della bocca (mucosite), stanchezza, caduta dei capelli (alopecia).

       Esistono comunque dei semplici accorgimenti e dei farmaci che prevengono e limitano gran parte del disagio.

 

Effetti collaterali: 

 
 

*   Nausea e vomito: rappresentano gli effetti collaterali più   comuni. Il vomito può essere acuto, iniziando entro tre ore dalla terapia, oppure ritardato quando compare tra le 24 ore ed i 4 giorni consecutivi. Spesso è presente anche un vomito anticipatorio, cioè che insorge prima della seduta di chemioterapia. Quest’ultimo è legato esclusivamente a fattori psicologici, quali l’ansia, la paura, il rifiuto. Per aiutarti ad affrontare meglio questi problemi, oltre all’assunzione di farmaci specifici (antiemetici), possono esserti utili alcuni pratici accorgimenti. Ad esempio, per ridurre la nausea, fare pasti piccoli e frequenti, evitare gli odori forti, il cucinare,  mangiare cibi grassi,  troppo caldi o troppo piccanti. Comunque ricorda che tali effetti,  sono di minore intensità, rispetto al passato, grazie ai farmaci  in uso attualmente.

 

 

*   Mucosite: si tratta di una infiammazione del cavo orale con comparsa di ulcerazioni. Ciò crea fastidio e difficoltà nell’alimentazione. Per attenuare tali disagio è utile curare l’igiene orale con uno spazzolino a setole morbide o da bambini, mantenere pulita la dentiera (se presente) ed usare collutori antinfiammatori. Inoltre è consigliabile mantenere le labbra umide con vaselina o balsami specifici, non fumare, non usare spezie piccanti, non bere alcolici puri, evitare aglio, cipolla, aceto e cibi molto salati. E’ importante bere molto (almeno 1,5 litri di liquidi al giorno), soprattutto thè, succhi di frutta (mela) e verdura. Sono da evitare le bibite gassate, il succo d’arancia e di pompelmo. La polpa dell’ananas fresco può essere utile per mantenere la bocca fresca ed umida.

 
 

*   Alopecia: la caduta dei capelli rappresenta l’evento più temuto dalle donne che affrontano la chemioterapia. I capelli sono senza dubbio uno degli elementi principali della propria immagine e l’esserne prive può suscitare profonde difficoltà nei rapporti interpersonali e con sé stesse. Infatti, nella mente di molti, la caduta dei capelli viene identificata con la presenza di un male incurabile. In realtà è un fenomeno transitorio ed i capelli ricompaiono normalmente a chemioterapia finita.

Esistono anche degli accorgimenti per vivere meglio questa condizione: ad esempio si possono tagliare i capelli preventivamente per abituarsi ad un’immagine nuova e diversa di se stesse.

Un’altra possibilità consiste nell’utilizzo di una cuffia speciale refrigerata, da indossare almeno venti minuti prima del trattamento e almeno per i venti minuti  successivi, che rallenta la caduta dei capelli.

E’ preferibile utilizzare shampoo delicati e spazzole per bambini a setole morbide, evitare le permanenti, le tinture e pettinarsi con troppo vigore, non usare phon, bigodini o arricciacapelli. Per asciugare i capelli basterà tamponarli con un asciugamano riscaldato.

Nel caso in cui l’alopecia costituisca un serio problema, puoi sempre ricorrere all’uso di una parrucca che può essere realizzata nella forma e nel colore più simili ai propri capelli.

Purtroppo ad oggi la spesa per l’acquisto della parrucca è interamente a carico di chi ne fa richiesta.

 

 

 

Ormonoterapia

 

Alle terapie precedenti, può essere associato anche il trattamento ormonale, che dipende sia dall’età della paziente, sia dalla presenza di recettori ormonali positivi rilevati durante l’esame istologico. Esso, quando prescritto, ha la durata di 5 anni dopo l’intervento, generalmente con l’assunzione di una compressa la giorno. Naturalmente sia le dosi che l’eventuale farmaco da assumere vengono stabiliti caso per caso valutando la situazione personale di ciascuna paziente.